Dott.ssa Erika Rossi

Dott.ssa Erika Rossi
21 novembre 2019
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Ora che ci siamo assestati sulle temperature autunnali, torna anche il desiderio, forse soprattutto a cena, quando abbiamo la possibilità di mangiare con più calma, di qualcosa di caldo.

Vi propongo una ricetta di Simona, che mi ha inviato anche la foto:

zuppa di carote, cipolla e topinambur con orzo e avena.

  1. Pulire carote, cipolla e topinambur.
  2. Tagliarli a fette e metterli a cuocere nell’acqua per 20 – 25 minuti o comunque fino a quando non avranno raggiunto la consistenza che desiderate.
  3. Toglierli dall’acqua e frullarli.
  4. Cuocere orzo e avena (o altri cereali in chicchi) nell’acqua in cui avete lessato le verdure.
  5. Aggiungere spezie a piacere: origano, noce moscata, basilico…

Ricordiamoci di variare spesso in cucina: gli ingredienti, i modi di cottura, le presentazioni. Ricordiamoci che, oltre a pane e pasta, che sono classicamente derivati dalla farina di frumento, e riso, esistono molti altri cereali che possiamo sperimentare: l’orzo e l’avena sono due di questi.

Buon appetito!


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Quando pensiamo alla dieta pensiamo a tutto quello che non mangeremo… tristezza! 🙁

Pensiamo, invece, a quello che potremmo sperimentare! 😎

Francesca ha provato a cucinare la piadina e ci dà, oltre alle foto, la ricetta con cui lei si trova bene:

  • 400 g di farina
  • 200 ml di acqua
  • 50 g di olio extra vergine di oliva
  • 3 g di sale
  • 3 g di bicarbonato oppure 2 g di lievito di birra (in questo caso far lievitare per circa 40 minuti)

Ovviamente, il numero di piadine che ricaverete dall’impasto dipende da quanto le farete grandi e quante ne mangerete dipende dalla vostra fame o dal vostro piano alimentare. 😉

Vorrei sottolineare che Francesca ha condiviso le piadine con il resto della famiglia che le ha molto apprezzate, ottenendo così due risultati:

  1. anche i suoi familiari hanno mangiato qualcosa di più sano (una piadina fatta in casa, rispetto a quella confezionata)
  2. Francesca ha seguito il suo piano alimentare senza perdere la condivisione, fondamentale per gustarsi un pasto.

Auguri di sane sperimentazioni a tutti! 🙂


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Sarò in studio lunedì 22 luglio, dopodiché tornerò in studio lunedì 19 agosto.

Se volete prendere un appuntamento per lunedì 19 agosto o per i giorni successivi, potete chiamare già adesso oppure dal 19 agosto in poi. Affrettatevi, chi ben comincia, è a metà dell’opera! 😉

Nel caso in cui aveste necessità di contattarmi tra il 22 luglio e il 19 agosto, potrete chiamare gli studi medici allo 0574/1594633.

Leggerò le email e i messaggi WhatsApp o Facebook il 19 agosto.

Buone vacanze 😎

 


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Buongiorno, 🙂

alcuni di voi saranno già in vacanza, altri le staranno sognando. Spero che tra una camminata e una nuotata, vi rimanga del tempo per un po’ di riposo e, perché no, di lettura.

Vi propongo questo agile libro “Scegli di vivere. Cambiamento e gusto della vita” scritto da Simone Olianti. Lascia un senso di piacevolezza e si può interrompere la lettura e poi riprendere senza difficoltà, è molto discorsivo. Non riguarda direttamente l’alimentazione, ma riguarda la vita e quanta parte della vita ruota attorno al mangiare!

Porto alla nostra attenzione uno dei passaggi dove l’autore suggerisce di “Prendere strade nuove. Infatti, se fai le cose come le hai sempre fatte arriverai alle solite conclusioni“.

Faccio un esempio dei non-posso-assolutamente-cambiare-questo che sento più spesso: 😯

  1. Non posso mangiare più lentamente;
  2. Non posso fare attività fisica (attività, non esercizio!);
  3. Non posso mangiare la pizza bevendo acqua:
  4. Se non mangio … (ogni 3 ore, almeno 120 g di pasta…), poi mi sento male/svengo/casco in terra.

Mi fermo qui e vi invito a sfruttare le vacanze per aumentare la fiducia nelle vostre capacità: potete realizzare il cambiamento che desiderate! Provate, buttatevi! Io osservo la fioritura di tanti pazienti ogni settimana e dal mio punto di vista privilegiato incoraggio voi e me: ce la possiamo fare!

Buone vacanze! 😎

 


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Dalle interviste ai pazienti appare che i legumi vengono consumati poco: i più anziani li considerano un contorno, i più giovani che non hanno tempo neppure per pensare a cosa mangiare non li considerano proprio.

Eppure i legumi sono importanti, vi porto al riguardo tre citazioni, ma ce ne sono molte di più:

  1. “Nei 14 pasti principali settimanali sono consigliate le seguenti frequenze di assunzione: carne 3-4 volte/settimana, pesce 3-4 volte/settimana, legumi 3-4 volte/settimana, formaggio e uova 1 volta/settimana”. Standard Italiani per la Cura dell’Obesità SIO-ADI p 193
  2. “Una dieta sana e varia, ricca di frutta e verdure, di cereali integrali e legumi e povera di carne rossa, in particolare salumi e insaccati, è in grado non solo di prevenire l’insorgenza di cancro ma anche di tenere sotto controllo la crescita tumorale in diversi stadi della malattia. (…) Esistono numerose fonti proteiche alternative alla carne rossa: legumi, unitamente ai cereali, per creare un apporto proteico paragonabile a quello dei prodotti di origine animale. Da consumare 3 o più volte a settimana sotto forma di zuppa o di piatto unico”. Dieci utili raccomandazioni per la prevenzione oncologica attraverso dieta e stile di vita, IEO
  3. “Riassunto dei provvedimenti in merito allo stile di vita e delle scelte di cibo sano per gestire il rischio cardiovascolare totale: (…) Il consumo di frutta, verdura, legumi, noci, cibi a base di cereali integrali e pesce (soprattutto grasso) dovrebbe essere incoraggiato”. 2016 ESC/EAS Guidelines for the Management of Dyslipidaemias (traduzione mia).

Precisato questo, non risulta facile fare consumare i legumi come secondo piatto per svariati motivi.

Una paziente, Michela, mi ha fornito questi due suggerimenti che lei ha sperimentato di persona e che condivido volentieri con voi e con tutti i miei pazienti.

💡 Primo suggerimento: la cecina. Ingredienti per una persona:

50 g di farina di ceci, 170 g – 200 g di acqua, 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva.

Mischiate tutto insieme e mettete in una piccola teglia rivestita di carta forno. A 200°C per 30 minuti circa, comunque finché non avrà fatto una crosticina.

💡 Secondo suggerimento: polpette di patate e lenticchie. Ingredienti per tre persone:

500 g a crudo di patate, 450 g di lenticchie cotte, 1 uovo, 50 g di Parmigiano, prezzemolo e aglio a piacere.

Lessare le patate e poi frullare tutto insieme. Lavorare l’impasto con le mani per ricavarne delle polpette da passare nel pan grattato. Infornare a 180°C per 20 minuti circa.

 

 


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Buongiorno,

oggi parliamo con la dottoressa Valeria Galmacci, psicologa psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica.

In particolare, rivolgerò a Valeria domande su argomenti che affronto spesso con i pazienti.

1) LO SPILLUZZICAMENTO, PRINCIPALMENTE AL RITORNO A CASA DOPO IL LAVORO, IN ATTESA DELLA CENA. PUOI SPIEGARCI I MECCANISMI PSICOLOGICI CHE NE SONO ALLA BASE?

Certo. È però necessaria una piccola distinzione tra un comportamento alimentare chiamato “grignotage” e lo spilluzzicare prima dei pasti di cui mi parli.

Il grignotage caratterizza il comportamento alimentare di coloro che mangiano piccoli bocconi di cibo (soprattutto dolci e grassi) durante il corso della giornata in genere masticando lentamente ed apprezzando ciò che si mangia. Non è però il solo piacere del cibo ad essere implicato in questo comportamento ma, in realtà, non è infrequente riscontrare nel cosiddetto “sgranocchiatore” bassi livelli di autostima, sensazioni di malessere o sindromi legate all’umore, seppur di modesta entità.

Lo spilluzzicare prima dei pasti, invece, caratterizza il comportamento di coloro che, in genere al rientro dal lavoro e durante la preparazione dei pasti, tendono ad assaggiare spesso il cibo in cottura o già in tavola quasi avessero sempre fretta. E, in effetti, la capacità di attesa gioca un ruolo importante. Questo comportamento può essere legato a vari fattori tra cui ansia ed insoddisfazione per la giornata trascorsa. Da qui la fretta, appunto, di trovare immediata gratificazione attraverso il cibo.

2) IL MOVIMENTO. MOLTI PAZIENTI SI AUTODEFINISCONO PIGRI, INAMOVIBILI DAL DIVANO. È PROPRIO COSI’? COSA POTREBBE BLOCCARCI?

Le persone si definiscono “pigre” per molte ragioni. Vediamone alcune.

– innanzitutto, perché dietro questa auto definizione c’è spesso un vantaggio di tipo protettivo: se io comunico ai miei conoscenti, alla mia dietista o alla mia psicologa di essere una persona pigra metto, per così dire, le “mani avanti” rispetto agli obiettivi che loro (o io stesso) possono aspettarsi da me in termini di dimagrimento. In qualche modo “avviso” che sono fatto così dando per scontato che non possa esserci alternativa. Molte persone annuiscono coscienziosamente quando vengono loro spiegati i benefici dell’attività fisica spesso pensando che sarà impossibile ritagliarsi qualche minuto di camminata e raccontandosi che, in fondo, basterà regolarsi solo sul cibo.

– un’altra ragione per cui tendiamo ad impigrirci è che lo stile di vita che viviamo in questo periodo storico rende tutto troppo a portata di mano. Ciò che ci serve è ottenibile con un click sul computer o con una telefonata al call center del nostro canale di vendita preferito. Manca, quindi, la necessità di alzarsi dal divano o di uscire di casa e questo, unito alla stanchezza legata ad i ritmi lavorativi, sicuramente non aiuta.

– la poca conoscenza di sé: purtroppo molti di noi non conoscono come funziona il proprio corpo e come reagisce al movimento. Molti non hanno provato la sensazione di benessere psico/fisico che segue anche una semplice attività motoria e non sanno che l’attività fisica può alleviare lo stato di stress, non solo aiutarci a dimagrire.

In quasi dieci anni di conferenze, gruppi psico-educativi e colloqui individuali sul tema della Fame Emotiva ho conosciuto persone inizialmente definitesi “pigre” svegliarsi magicamente dal loro tranquillo letargo e provare piacere nello scoprirsi diversi da come immaginavano ovvero, molto più ATTIVI di quanto pensassero.

Cosa ci blocca quindi? La paura di non farcela, la fatica di cambiare il nostro stile di vita, la difficoltà nel pensare al movimento come a qualcosa che potrebbe anche piacerci; questo, ovviamente, finché non iniziamo!

3) INFINE, I PAZIENTI SPESSO MI CHIEDONO COME PARLARE CON TE POTREBBE AIUTARLI, VISTO CHE LORO “SI CONOSCONO GIÀ BENE” E SANNO “QUALI SONO I LORO ERRORI”. PUOI FARCI UN ESEMPIO?

Tante persone ancora si sorprendono quando spiego loro lo stretto legame che esiste tra emozioni e cibo. Molti non conoscono bene gli stati d’animo e le emozioni che li spingono a mangiare e non comprendono come un breve e mirato percorso psicologico possa essere loro di aiuto.

La parola chiave di tale percorso è “consapevolezza”. È importante che una persona diventi davvero esperta di sé per essere capace di fare cambiamenti duraturi. Molti pensano di conoscersi bene e si stupiscono quando non dimagriscono più, non riescono più a limitare gli eccessi, o quando tornano alle vecchie abitudini alimentari riacquistando il peso perduto.

In questi casi c’è da chiedersi: ma se la teoria sulle sane e buone abitudini alimentari la conosciamo tutti così bene, perché è tanto difficile metterla in pratica? Un aiuto psicologico serve a chiarire i meccanismi, spesso inconsapevoli, che sono alla base delle nostre abitudini alimentari disfunzionali ed a ridurre, quindi, la distanza tra la “teoria” che tutti conoscono e la “pratica” che pochi mettono in atto.

Le resistenze ad effettuare un ciclo di incontri Psico-Nutrizionali nascono nel momento in cui si pensa al colloquio con lo psicologo con la paura di avere qualcosa che “non va” invece che con la sana curiosità di conoscere come si funziona davvero!

Consiglio ormai da anni ad ogni persona che intenda iniziare un percorso di dimagrimento di integrare, agli incontri con la dietista, anche quelli con una psicologa esperta in Psico-Nutrizione. Questo percorso parallelo (che può consistere anche di pochi incontri) è molto utile per conoscere le ragioni, spesso di natura emotiva, che hanno condotto ad un sovrappeso e per comprendere cosa, nel proprio attuale stile di vita, renda più faticoso approcciarsi al cibo in modo corretto, sano e sereno.

Ringrazio la dottoressa Galmacci per le sue risposte e perché collabora con me anche offrendo ad ogni mio paziente due preziose consulenze psicologiche su tematiche nutrizionali gratuite che contribuiscono al successo del percorso di cambiamento dello stile di vita.


Studio

A Prato, nella zona di Paperino,
presso gli Studi Medici della P.A.
Prato Sud
in via Fosso del Masi 110/112

Contatti

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