Citazioni

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Buongiorno, 🙂

alcuni di voi saranno già in vacanza, altri le staranno sognando. Spero che tra una camminata e una nuotata, vi rimanga del tempo per un po’ di riposo e, perché no, di lettura.

Vi propongo questo agile libro “Scegli di vivere. Cambiamento e gusto della vita” scritto da Simone Olianti. Lascia un senso di piacevolezza e si può interrompere la lettura e poi riprendere senza difficoltà, è molto discorsivo. Non riguarda direttamente l’alimentazione, ma riguarda la vita e quanta parte della vita ruota attorno al mangiare!

Porto alla nostra attenzione uno dei passaggi dove l’autore suggerisce di “Prendere strade nuove. Infatti, se fai le cose come le hai sempre fatte arriverai alle solite conclusioni“.

Faccio un esempio dei non-posso-assolutamente-cambiare-questo che sento più spesso: 😯

  1. Non posso mangiare più lentamente;
  2. Non posso fare attività fisica (attività, non esercizio!);
  3. Non posso mangiare la pizza bevendo acqua:
  4. Se non mangio … (ogni 3 ore, almeno 120 g di pasta…), poi mi sento male/svengo/casco in terra.

Mi fermo qui e vi invito a sfruttare le vacanze per aumentare la fiducia nelle vostre capacità: potete realizzare il cambiamento che desiderate! Provate, buttatevi! Io osservo la fioritura di tanti pazienti ogni settimana e dal mio punto di vista privilegiato incoraggio voi e me: ce la possiamo fare!

Buone vacanze! 😎

 


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Buongiorno! 🙂

Il 2018 è iniziato da quasi un mese, ormai, ed io ho quasi ultimato le visite di monitoraggio del peso di pazienti che per l’ultima volta avevo incontrato prima di Natale.

Questo mi fornisce lo spunto per l’argomento di questo articolo: gli ingozzatori. Non che ci si imbatta in questi solo durante le festività, certamente, però, più spesso durante le feste, dato che aumentano le occasioni conviviali.

Gli ingozzatori sono quelli che ti invitano a casa propria con l’unico scopo di alimentarti il più possibile. Scrutano con attenzione il tuo piatto e, quando sta per svuotarsi – non aspettano neppure che sia vuoto – lesti, lo riempiono. A un timido cenno di protesta, possono rispondere in più modi, ma in generale, le opzioni più frequenti rientrano in due categorie:

  • Non ti piace?!?
  • Non sarai mica a dieta?!?

In un caso si insinua il senso di colpa, nell’altro quello di vergogna.

E non è detto che questi ingozzatori agiscano soltanto a casa, possono trovarsi anche a cene organizzate in locali, o a buffet di festeggiamenti.

Come difendersi senza risultare scortesi?

In un libro interessante ed utile per molti aspetti* ho trovato un paragrafo dedicato proprio alle strategie per dire no a questi ingozzatori.

Una tattica potrebbe essere quella di prendere una minuscola porzione iniziale, lodare ogni (piccolo) boccone che mangiamo e poi chiederne con entusiasmo un’altra. A questo punto, dovremmo poter tranquillamente declinare il tris, visto che abbiamo richiesto il bis!

Tuttavia, se il pranzo prevede dieci portate, può essere necessario semplicemente dire no:

  1. Sembra davvero delizioso. Se solo avessi ancora del posto!
  2. Non riesco davvero a mangiare un boccone in più.
  3. Se ne mangio un altro morso, esplodo. Mi piacerebbe, però, poterne portare un po’ a casa!
  4. Mamma, so che vorresti che io ne mangiassi di più, ma sono pieno. Visto che il cibo è il tuo modo per esprimermi affetto, perché, invece di riempirmi il piatto, non mi dai un abbraccio?

Vi assicuro, per esperienza personale, che la numero tre riscuote molto successo, gratifica molto la cuoca o il cuoco e, inoltre, vi fa risparmiare il giorno dopo il tempo ai fornelli. Ma non esagerate con la quantità che vi portate a casa! 😉

Vorrei aggiungere altre due possibili strategie per declinare.

La prima è di una mia paziente che, quando le amiche insinuano che lei mangi troppo poco perché a dieta, risponde:

  1. Non sono a dieta, semplicemente non voglio ingrassare!

L’altra l’ho vista in atto ad un rinfresco serale dopo una riunione. Alcune donne avevano cucinato dolci molto appetitosi e li offrivano con entusiasmo, riuscendo a vincere varie proteste.

Una signora anziana, sorridendo e guardando negli occhi l’ingozzatrice, disse semplicemente:

  1. Grazie, ma non ho fame.

Che semplicità!

Ricordiamolo: quando siamo in salute, si mangia, quando si ha fame (biologica). Non per noia, gola, nervosismo, accondiscendenza…

Si mangia, se, e solo se, si ha fame!

 

Buon 2018 in forma! 😎

 

*Breitman, P., Hatch, C. How to say no without feeling guilty. 2000


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Buon pomeriggio! 🙂

Oggi parliamo di quali sono le premesse perché un percorso di perdita di peso abbia un buon esito.

Mi sono imbattuta in questo pensiero che vi riporto:

“La volontà si rapporta alla chiara conoscenza del fine, all’onesta decisione e a un certo allenamento. Fintanto che un uomo cade nell’errore di credere che ogni tentativo per giungere a una determinata meta è destinato a priori a fallire, non potrà mai compiere alcunché di buono per sé: anche solo per il fatto che non smentisce volentieri se stesso.” *

Dunque,

  1. chiara conoscenza del fine;
  2. onesta decisione;
  3. certo allenamento.

Declinando queste indicazioni in relazione al percorso di cambiamento dello stile di vita, risulta quindi fondamentale che si abbia chiaro il proprio fine: pesare 70 Kg? Perdere 5 Kg? Avere una circonferenza vita inferiore? Migliorare i valori delle analisi sanguigne? Tornare ad indossare i jeans di 10 anni fa? Etc. etc. Vale anche la pena di domandarsi perché abbiamo proprio questo obiettivo.

Dopodiché si deve decidere con onestà di iniziare un percorso, che certo richiederà impegno. Decidere con onestà significa che si immagina che ci saranno dei cambiamenti da fare e che si è pronti ad impegnarsi per farli, senza scuse.

A questo proposito, ecco una lista degli alibi più frequenti: ho un peso eccessivo per colpa…

  • della genetica: non mangio niente eppure ingrasso;
  • di motivi psicologici: sono costretto a mangiare a mezzanotte, altrimenti non mi addormenterò mai;
  • di questioni sociali: in casa non cucino io e non posso decidere, oppure il lavoro mi costringe alla sedentarietà e a un’alimentazione scorretta.

C’è del vero, visto che l’obesità è definita come una patologia ad eziologia multifattoriale, quindi il patrimonio genetico del soggetto, la psicologia dell’individuo, la società in cui il malato vive sono tutte possibili cause dell’obesità. Ma non possiamo scordarci che le nostre decisioni contano e possiamo allenare la nostra volontà.

Infatti, il terzo punto è proprio un certo allenamento. Come ci si allena per raggiungere un risultato sportivo? Con costanza, regolarità e tanto impegno. Allo stesso modo ci si allena per conseguire un risultato in termini di cambiamento dello stile di vita.

Queste sono le premesse perché la volontà ci sostenga in tutto il percorso di cambiamento e anche dopo.

Ricordatevi comunque che non siete soli e il professionista, medico o dietista, che avete scelto per  guidarvi nel percorso, vi aiuterà.

 

 

* Frankl V.E., Logoterapia e analisi esistenziale, Morcelliana, Brescia 2005.


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