Riflessioni

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Buon giorno! ?

La maggioranza dei pazienti mi riferisce di aver provato altre diete nel corso della vita. Quasi sempre queste diete hanno portato ad una perdita di peso, ma poi sono state interrotte e successivamente si è recuperato il peso perso ed anche di più. Ma perché uno stile alimentare che sta portando un decremento ponderale desiderato viene interrotto?

La letteratura scientifica analizza da anni la problematica ed ha già fornito varie risposte e possibili rimedi. Io riporto quello che succede nel mio ambulatorio. Le persone mi raccontano che dopo un po’ di tempo «la dieta viene a noia. Si mangiano sempre le stesse cose!». 😥

Spesso questo succede perché non c’è stato tempo per il medico o per il dietista di spiegare bene il piano alimentare, che sicuramente prevede molte varianti ed è solo un momentaneo trampolino di lancio verso uno stile alimentare libero e consapevolmente equilibrato.

Io ho il lusso di poter trascorrere del tempo con i miei pazienti, ed anche di incontrare persone motivate. Tempo + motivazione producono grandi risultati anti monotonia! Una paziente brava cuoca ha deciso di inviarmi alcune fotografie dei suoi esperimenti culinari più riusciti, realizzati con tutti gli ingredienti previsti dal suo piano alimentare e con tutta la sua fantasia. Condivido con voi le immagini: non sembrano piatti così appetitosi da far venire l’acquolina in bocca?

Ricordiamoci: uno stile di vita sano è uno stile di vita che regala piacere! 😀


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Buon giorno! ?

La scorsa settimana stavo spiegando il piano di trattamento ad un nuovo paziente che mi ha chiesto di come inserire il sushi nel suo nuovo stile alimentare. Io ho sottolineato che la moderazione ha anche dei risvolti economici positivi, ma il paziente mi ha risposto che, andando lui ai ristoranti con la formula all you can eat, non c’è legame economico tra la quantità mangiata e la spesa.

All you can eat significa “tutto quello che puoi mangiare”. Il verbo potere ha molteplici significati, di solito si interpreta l’all you can eat come “tutto quello che riesci, data la capienza del tuo stomaco, a mangiare”, mentre se ci venisse chiesto di interpretarlo come “tutto quello che ti è lecito, è giusto mangiare” si aprirebbero spazi di riflessione. Per esempio, sul fatto che abbiamo dei limiti: il nostro corpo è limitato, la nostra vita lo è. Il limite non è di moda, almeno che non se ne parli per incitare ad andare oltre i propri limiti. Non è l’alimentazione il campo in cui andare oltre i propri limiti quantitativi: danneggia la salute, porta solo soddisfazione effimera e amplia i confini… ma del nostro giro vita! ?


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