Vista

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Ecco una nuova idea di Simona 💡

insalata di:

radicchio rosso, insalata riccia, mela, uova sode. La mela contrasta l’amaro del radicchio e con una spruzzata di limone diventa tutto molto gradevole 😉

A volte si pensa che le uova sode siano un “piatto triste”, ma molto dipende da come riusciamo ad organizzare il piatto, perché, è risaputo, anche l’occhio vuole la sua parte! 😎

Abbinateci qualcosa derivante dai cereali (pane, gallette, riso…) e un altro po’ di frutta e il pasto è completo: cereali, proteine (uova) e grassi sani (olio extra vergine di oliva), verdura e frutta.

Buon appetito!


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Simona qui ci presenta un piatto di polenta con del ragù di carne preparato da lei.

Spesso quando si pensa a un primo piatto si considera solo la pasta di semola di grano duro, al massimo il riso. La polenta è una buona alternativa per variare: deriva sempre da un cereale, il mais, questa scelta da Simona oltre al mais ha tra gli ingredienti il grano saraceno.

Oltre che col ragù di carne, è buona anche con i funghi o col formaggio. Da provare anche con la ricotta!

💡 Ricordiamoci di variare il più possibile gli alimenti e le cotture, di moderare le quantità e di preparare piatti appetitosi per gli occhi e lo stomaco! 😉


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Ecco un’altra invitante ricetta di Simona:

Barchette di indivia belga ripiene di farro, orzo, tonno, capperi, carote, pomodorini cotti in forno, prezzemolo, origano secco e olio extra vergine di oliva.

Simona ci consiglia di cuocere i pomodorini in forno con la funzione grill, spellarli, ma conservare le bucce e rimetterle in forno a seccare. Le potremo sbriciolare sul piatto per arricchirlo oppure sgranocchiarle al momento dello spuntino!

Il piatto contiene: verdura, proteine (il tonno), cereali (farro e orzo) e grassi sani (olio EVO). Abbinandolo ad un frutto fresco il pasto è pronto! Buono e bello! 😉

Grazie Simona! 🙂

 


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Sono grata a Simona che mi ha spedito questa foto del suo pranzo con questo messaggio:

“Sogliola al piatto con carote crude e arancia.
Mettere un po’ di cura nei piatti che mangeremo ci aiuterà a non abbuffarci. Piccolo consiglio. Fidatevi, funziona!”

Quando il paziente diviene così autonomo e consapevole da poter motivare gli altri è una grande soddisfazione. Grazie Simona!🙏


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Buon Martedì Grasso!

Grazie all’aiuto di una cuoca fantasiosa, vi propongo un’idea per mangiare un primo piatto e un secondo piatto belli e buoni dal punto di vista della composizione in nutrienti e del gusto.

Per il primo piatto, abbiamo 40 g di tagliatelle all’uovo (peso a crudo), circa 50 g di ricotta amalgamata con pomodorini e cipolla freschi.

Per il secondo piatto, foglie di radicchio rosso, circa 70 g di ricotta, pomodorini freschi e origano.

Aggiungete un frutto fresco per finire e… il pranzo è servito! 😀

Ovviamente i pesi degli ingredienti varieranno a seconda del regime dietetico che state seguendo 😉


Dott.ssa Erika Rossi
22 novembre 2017
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Buongiorno! 😊

Oggi parliamo di H2O, cioè di acqua.

Per la mia esperienza con i pazienti nella top ten delle abitudini più difficili da cambiare si classifica l’aumentare l’assunzione di acqua giornaliera. In generale c’è molta resistenza a controllare quanta acqua si assume, perché non si pensa all’acqua come a qualcosa di importante, e scarsa disponibilità ad incrementare l’acqua bevuta, di nuovo perché non la si considera importante o perché l’aumento della diuresi può creare disagio.

Ebbene, per chi non lo sapesse, l’acqua non è da sottovalutare, tutt’altro!

Prima di tutto perché l’acqua è il principale componente dell’organismo, rappresenta circa il 55% del peso corporeo della donna, circa il 60% di quello dell’uomo e fino al 75% del peso corporeo di un neonato.

E cosa ce ne facciamo di tutta quest’acqua? Penseranno alcuni. Nell’organismo umano l’acqua è:

  • indispensabile per la maggior parte delle reazioni metaboliche
  • essenziale per la regolazione della temperatura corporea
  • necessaria per l’eliminazione (principalmente attraverso le urine) di numerosi metaboliti e tossine
  • imprescindibile per la digestione, l’assorbimento e l’utilizzazione dei nutrienti
  • irrinunciabile per proteggere e lubrificare le articolazioni e gli organi e per mantenere elastiche e compatte cute e mucose.

A volte, tuttavia, conoscere i benefici non è sufficiente. Vediamo allora: cosa succede se ci ostiniamo a bere in quantità non sufficiente a coprire le perdite?

Ci disidratiamo e già perdendo acqua pari all’1-2% del peso corporeo la termoregolazione e il volume plasmatico, e quindi le nostre capacità fisiche, ne risentono.

Una perdita di acqua pari a circa il 3-9% del peso corporeo diminuisce la capacità di concentrarsi, causa stordimento, cefalea, parlare confuso, irritabilità, insonnia, aumento della temperatura corporea e della frequenza respiratoria.

Supponiamo di pesare 70 Kg, il 3% del peso corrisponde a 2,1 litri di acqua. Vi sembra difficile perdere 2 litri di liquidi? Considerate che il volume medio delle urine negli adulti è in genere di 1-2 litri, a cui sommare i liquidi persi con le feci, con la sudorazione, con la respirazione.

Insomma essere disidratati è facile. Ancora più facile all’aumentare dell’età quando la sete diminuisce.

Quindi quanto dobbiamo bere? Il fabbisogno minimo di acqua per un individuo si definisce come la quantità d’acqua che garantisce l’equilibrio con le perdite, previene gli effetti negativi della disidratazione (in termini di alterazioni metaboliche e funzionali) e allo stesso tempo garantisce l’eliminazione del carico renale dei soluti. I LARN indicano come assunzione adeguata per l’uomo 2,5 litri al giorno e per la donna 2 litri (con incrementi in gravidanza e allattamento).

Come possiamo ricordarci di bere? Mettendo in bella vista l’acqua e il bicchiere o utilizzando una borraccia o una bottiglia propria e contando quante volte la riempiamo. 2 litri di acqua equivalgono a 4 bottigliette da mezzo litro: posso utilizzare lo smartphone affinché mi ricordi ogni ora di bere mezza bottiglietta e il gioco è fatto!

Non aspettiamo di avere sete per bere!

 

 

Bibliografia: SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana. LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. IV revisione. Milano, 2014.


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Buon lunedì! 🙂

Parliamo della vista, uno dei nostri 5 sensi. E pensiamo ai modi di dire che mettono in correlazione la vista e il mangiare: mangiare con gli occhi, nel senso di guardare qualcosa o qualcuno con grande desiderio, e avere gli occhi più grandi dello stomaco, nel senso di valutare in eccesso a causa della gola quello che vorremmo mangiare e poi non riuscire a finirlo. Uno dei brani più conosciuti del libro della Genesi ci presenta Eva nel giardino in Eden tentata dal serpente. Il primo effetto della tentazione è sulla vista: “Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi”.

Ora, se Eva si è fatta tentare con un frutto, potremmo mai noi resistere a dei dolciumi in bella mostra?

In uno studio del 2006 è stato provato che il consumo di caramelle e cioccolatini aumentava quando i dolciumi erano visibili e vicini ai partecipanti, e bastava metterli in un contenitore opaco, invece che trasparente, oppure allontanarli in modo che ci si dovesse alzare per prenderli perché il consumo diminuisse. Quindi la conclusione è: impariamo da Eva che con la tentazione non si dialoga.  Infatti, apriamo il pacco di biscotti dicendoci che:

– ne prendo solo uno!

– Magari solo un altro…

– Tre e poi basta!

– Va bene ne ho estratti due per errore, ma poi basta.

– Ormai ho perso il conto, tanto vale…

La soluzione è evitare di acquistare ciò che ci tenta, ma se questo al momento non fosse possibile, ricordiamoci di non esporre la tentazione in bella mostra e a portata di mano, ad esempio i cioccolatini accanto al divano. Magari in bella mostra mettiamo frutta e anche verdura, ne guadagnerà in salute tutta la famiglia!

Buona giornata! 🙂


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